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February 29 What made Scoble cryQualche giorno fa Scoble aveva fatto un post (Microsoft researchers make me cry) nel quale dichiarava di essere stato colpito da un prodotto che gli era stato mostrato durante una sua visita agli uffici di Microsoft Research: "While watching the demo I realized the way I look at the world was about to change. While listening to Wong I noticed a tear running down my face. It’s been a long while since Microsoft did something that had an emotional impact on me like that." Qui sotto il video che mostra quanto il prodotto sviluppato dai ricercatori Microsoft durante la loro presentazione al TED: WorldWide Telescope "Science educator Roy Gould and Microsoft's Curtis Wong give an astonishing sneak preview of Microsoft's new WorldWide Telescope -- a technology that combines feeds from satellites and telescopes all over the world and the heavens, and weaves them together holistically to build a comprehensive view of our universe. (Yes, it's the technology that made Robert Scoble cry.)" Video tutto sommato breve che non permette di apprezzare a pieno le potenzialità del prodotto che sarà comunque disponibile nel giro di qualche mese mediante download dal sito linkato sopra.
Buona visione. Luca
February 19 Show me the money!
Poche volte mi è capitato di leggere interventi di chi, parlando di questo fenomeno sociale in costante ascesa, affrontasse il tema a 360' mettendo in evidenza le difficoltà che tali servizi si trovano ad affrontare nel momento in cui devono far "tornare" i conti. Tutto perfetto quando si parla di relazione, partecipazione, condivisione, coda lunga, ... ma cosa succede quando si deve costruire un business model vincente e di lungo periodo? Ad oggi, la fonte primaria di revenue per la maggior parte dei servizi di Social Networking è la pubblicità. Nonostante il momento positivo che si è creato intorno al concetto di blog e comunità, poche ancora sono le aziende che hanno abbracciato soluzioni di comunicazione collegate a questi. Diverse le ragioni:
Non ho ahimè molte cifre ma lo scenario ad oggi non è dei più rosei. Qui sotto alcuni articoli dai quali farsi un'idea:
Se tutto questo è vero alcune domande e/o dubbi:
Luca
February 03 Madison AvenueMolto si è scritto e molto si è detto della proposta di acquisto di Yahoo da parte di Microsoft. In poco meno di due giorni chiunque ha voluto dire la propria sulla vicenda sebbene, come sempre, pochi avessero competenza e conoscenza del tema. Rimango sempre più sorpreso dalla necessità che alcune persone hanno nel dover per forza dire la loro su un tema piuttosto che su un altro, senza avere la benchè minima conoscenza dell'argomento in questione. A parte questo piccolo sfogo ;-) trovo che la notizia abbia stimolato alcune discussioni che difficilmente avrebbero potuto emergere senza questa discontinuità. Un tema che va in tale direzione è quello che ho trattato nel post precedente a proposito di Online Adv: Keyword o Display. Un altro argomento invece che ho visto emergere e che difficilmente avrebbe occupato spazi su quotidiani e media di massa, riguarda la concorrenza che caratterizza il mercato del keyword advertising. Ho toccato questo tema su Motori di Ricerca in Italia qualche mese fa per quanto riguarda il mercato italiano. Lo scenario descritto in quel post si può applicare indistintamente in buona parte delle nazioni Europee mentre nel resto del mondo, nonostante numeri meno marcati a favore della grande G, il dominio rimane pressochè invariato. Questi numeri, spesso sbandierati (a ragione) come esempio dell'ascesa di Google nel mondo online e della pervasività dello stesso nella vita di tutte le persone, non sono mai stati ripresi per domandare, a chi operante nel mondo dell'adv online, cosa pensasse della posizione di Google. Vivo da un po' in questo ambiente per conoscere la risposta, ma vorrei aiutare alla comprensione del problema segnalando quello che sta emergendo da diverse fonti. Cito a tal proposito un articolo di Arturo Zampaglione pubblicato oggi su La Repubblica dal quale riporto l'estratto che fa riferimento alle reazioni del mondo pubblicitario alla notizia Microsoft - Yahoo: Avere un unico interlocutore che gestisce buona parte dell'offerta pubblicitaria della componente keyword (che, a seconda delle nazioni, rappresenta circa il 50% degli investimenti pubblicitari online) non è certamente una condizione apprezzata da chi si deve occupare di buying per terze parti (clienti/advertisers). Nell'articolo di Zampaglione viene citata una voce (Mark Read, WPP) alla quale però fanno eco molte altre. Prendendo spunto da un post di Silicon Alley Insider, troviamo i seguenti quote di alcuni rappresentanti di agenzie pubblicitarie: [...]
[...] Insomma, al di là delle battaglie di religione credo sia evidente che, in un caso come questo, la concentrazione serva a stimolare maggiore concorrenza in un mercato che oggi risulta dominato da un solo player. Luca UPDATE: anche Madison Avenue in Italia pare abbia preso positivamente la notizia. Suggerisco lettura di questo post di Layla Pavone.
February 02 Online Adv: Keyword o DisplayLungi da me riuscire a fornire una semplice interpretazione della mossa fatta da Microsoft ieri. Certo è che molti dei commenti si sono concentrati sui dati attuali e sulle cifre che caratterizzano i business dei tre principali player. E' utile tuttavia, mettere insieme alcuni pezzettini che forse permettono di fornire un'ulteriore chiave di lettura alla notizia di ieri. Innanzitutto è bene ricordare come tutti coloro che operano nel mondo dell'online adv concordino nell'affermare che lo split tra display adv e keyword adv andrà sempre di più negli anni a favorire il secondo. Non sto a riportare ricerche o stime, basta guarda quello che è sta avvenendo in nazioni più avanzate della nostra quale US, UK o JP. Questa visione sul futuro è molto legata ovviamente a quanto visto fin qui visto che le attività di Search sempre più pervasive e frequenti da parte di utenti, siano essi utenti avanzati che alle prime armi. Tuttavia, leggendo un'intervista fatta a Brian McAndrews e apparsa in questi giorni su Seattle Times, emerge un'altra visione su quello che è il futuro dell'online adv:
"That said, we're not discounting the importance of Search as it continues to drive a lion's share of digital advertising budgets. Our goal is to help advertisers and agencies make their Search campaigns as relevant, targeted and highly converting as possible. We've made great strides toward this end, and will continue to make deep investments in both our Live Search engine and Microsoft adCenter to improve the value of our Search offerings for customers." Questa intervista mi ha colpito particolarmente perchè ha fatto il paio con quanto letto qualche giorno fa nel report di Henry Blodget a proposito dei dati trimestrali di Google. [...]
[...] In altre parole, il tanto bistrattato Display Adv sembrerebbe avere sorti un po' differenti da quelle ipotizzate fin qui. Sotto questa prospettiva, Microsoft e Yahoo godono oggi di una posizione di vantaggio rispetto al terzo. Scenario questo che inevitabilmente muterà nel tempo man mano che nuovi media cominceranno a prendere piedi (vedi Mobile) e man mano che le fusioni effettuate nei mesi passate saranno attive. Luca
La notizia del giornoSebbene la notizia sia di meno di 24 ore fa, sono già stati scritti molti commenti. Evito quindi di aggiungere altro ma riporto qui di seguito un veloce confronto tra i tre big player in termini numerici. Dati Finanziari Confronto sul mondo Web Search US Informazioni forse utili a chi poco conosce questo mondo e necessita di informazioni numeriche/oggettive. Luca
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