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    May 30

    Ottimismo

    image Ho partecipato, ieri, al Forum della Comunicazione intervenendo nella sessione plenaria di fine giornata dedicata alla comunicazione sui media digitali. Devo dire che è stato interessante raccogliere diversi punti di vista di operatori tutto sommato eteronegei sebbene tutto quanti, in qualche modo, legati alla comunicazione e alle opportunità che vengono offerte dai media emergenti. Online ma non solo.

    Da Gianluca Nicoletti che, giornalista speaker di Radio 24, ha seguito i primi passi su Internet di RAI a Giuseppe Verrini che, come Adobe Italia, rappresenta una delle aziende software più "presenti" nella navigazione degli utenti online e mobile, passando per aziende che si occupano di comunicazione sia sulla carta stampata sia per conto di chi necessità di supporto e consulenza.

    Qui di seguito il programma e le persone intervenute a questa discussione:

     

     

    Sessione plenaria
    L'EVOLUZIONE DEI MEDIA DIGITALI E LA COMUNICAZIONE
    Chairman:
    Gianluca Nicoletti, Speaker di Radio24 ed editorialista de La Stampa
    Guest speaker:
    Luca Colombo, Direttore Marketing di Microsoft Online Services Group
    Tavola Rotonda
    Claudio Avallone, Consigliere Unicom
    Stefano Hesse, Head of Corporate Communications & Public Affairs, Southern Europe Google
    Roberto Leonelli, Presidente di Nurun
    Fabio Magrino, Segretario Generale ThinkTel™ - Forum Internazionale sulla Società dell'Informazione
    Layla Pavone, Presidente IAB Italia e Managing Director Isobar Communication
    Gianfrancesco Rizzuti, Responsabile Relazioni con i media ABI
    Giuseppe Verrini, Managing Director Southern Emea Adobe Systems Italia

    Questi alcuni (s)punti che mi sono portato a casa:

    • Positivo il giudizio sulla manifestazione che, alla sua prima edizione, mi pare abbia raggiunto buoni numeri e riunito in due giorni validi e ottimi rappresentanti del mondo della comunicazione (sottoscritto escluso, si intende). Forse, volendo trovare qualche critica, ho trovato ancora limitato il ruolo attribuito agli strumenti digitali nell'ambito della comunicazione
    • mi è parso di osservare ancora una scarsa predisposizione all'utilizzo dello strumento online per la comunicazione (interna ed esterna all'azienda). Nulla di nuovo rispetto a quanto si va dicendo da più parti relativamente all'arretratezza del nostro paese. La cosa che però preoccupa è la velocità con la quale ci stiamo muovendo per recuperare il terreno perso. Abbiamo numeri di audience e navigatori che tutto sommato non ci vedono in cattiva posizione rispetto ad altre nazioni: purtroppo questo scenario non è accompagnato da adeguata preparazione sul mezzo e sul relativo impiego (non solo in ambito comunicazione)
    • (non pensavo) ero convinto che alcuni temi fossero ormai sdoganati ma mi sono dovuto ricredere. Sono rimasto sorpreso di quanto sia ancora facile e spontanea l'associazione di Internet a pedofilia, pornografia e tutto quello di negativo si può dire del mezzo. Oltre alla sopresa è sorta in me la preoccupazione per la semplicità e approssimanzione con la quale si analizza il problema e si arriva a una conclusione.
    • Nel panel dei relatori a cui ho partecipato (in una fase di preparazione precedente alla tavola rotonda vera a propria), avevo stimolato una certa positività sul momento che vive il mondo online in Italia evitando di cadere in facili critiche sul sistema paese. Devo dire che alcuni dei feedback ricevuti e i punti evidenziati sopra mi hanno un po' fatto ricredere e rivivere scenari visti almeno 3/4 anni fa
    • penso che per chi, in Italia, opera e dispone di esperienza nel mondo online ci siano enormi opportunità. Ci sono evidenze chiare e marcate che il mondo stia andando in una certa direzione. Il terreno è fertile perchè le competenze maturate e le esperienze vissute in anni e anni di lavoro su questo mezzo possano trovare ampia applicazione nel mercato italiano. Da quanto visto ieri si rafforza sempre più in me la convinzione che non si possa che migliorare ;-)

    Infine, avendo avuto il privilegio di utilizzare slide a supporto del mio intervento, allego la presentazione qui di seguito.

     

    Buona lettura.

    Luca

    May 21

    Confronti

    image

    Leggendo un articolo tratto da Fortune (Where does Google go next?) mi è saltato all'occhio questo grafico che mette a confronto alcune metriche (Revenue e Headcounts) di Google, Yahoo e Microsoft in tre momenti temporali ben definiti: IPO, 2 anni e 4 anni dopo.

    Credo che la chart rappresenti piuttosto bene la velocità di crescita (e relative dimensioni assolute) dei fenomeni in questione. Per cercare di fare altre riflessioni intorno a questo tema, ho inserito i numeri in .xlxs per vedere altre metriche quali crescite (sia di HC che ci Revenue) e revenue per HC. Qui sotto il file:

     

    A voi le considerazioni e riflessioni. Non penso servano ulteriori commenti ;-)

    Luca

    Technorati Tags: ,,,
    May 17

    E-Readiness

    Ho appena ricevuto il report annuale realizzato da The Economist relativo alla situazione ICT di diverse nazioni in tutto il mondo. Per avere un'idea degli obiettivi e contenuti di questo report, riporto testualmente quanto contenuto nella premessa del report stesso:

    "E-readiness is a measure of the quality of a country’s information and communications technology (ICT) infrastructure and the ability of its consumers, businesses and governments to use ICT to their benefit. When a country uses ICT to conduct more of their activities, its economy can become more transparent and efficient. The e-readiness rankings also allow governments to gauge the success of their ICT strategies against those of other countries, and provide companies wishing to invest overseas with an overview of the world’s most promising investment locations from the perspective of e-readiness."

    Alcune considerazioni:

    • imagenel documento l'Italia non è mai citata, nè in positivo nè in negativo. E' positivo o negativo?
    • siamo in 25ma posizione. Non siamo avanzati né retrocessi rispetto all'anno passato sebbene lo score assegnato (che definisce appunto le posizioni) sia migliorato;
    • il punteggio è frutto di una valutazione fatta su 6 variabili (Connectivity, Business Environment, Social and Cultural Environment, Legal Environment, Government Policy and Vision, Consumer and Business Adoption) opportunamente pesate. Interessante fare lo spaccato delle singole voci e vedere come siamo posizionati per ciascuna di queste (veloce analisi che trovate nella tabella riportata a lato). 8' per quanto riguarda Legal Environment, 41' in ambito Business Environment. Insomma, ampi spazi di miglioramento ;-)

    Allego il documento che è scaricabile al link sotto. Evito troppo facili considerazioni rispetto ad altre nazioni che, sulla carta, ci aspetteremmo di vedere alle nostre spalle ;-|

    Buona lettura

    Luca

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    UPDATE: qui sotto anche il file .xlsx con i dati utilizzati per fare l'analisi menzionata sopra

    May 13

    Numeri, che passione!

    Questa sera ho avuto il piacere di partecipare ad un evento organizzato da Edelman durante il quale si è cercato di discutere di temi legati alla comunicazione e al mondo digitale. All'interno di questa serata, organizzata in occasione della visita di Steve Rubel in Italia, mi è stato chiesto di offrire una panoramica dello scenario italiano per quel che riguarda audience e mercato pubblicitario. Un bel divertimento per il sottoscritto che ha una certa dimestichezza con numeri e poco con chiacchiere e parole ;-)

     

     

    Ringrazio di nuovo Edelman per l'invito e spero che la presentazione sopra possa essere d'aiuto per comprendere meglio lo scenario media (online) nel quale operiamo.

    Luca

    May 03

    Andiamo avanti

    j0430804Tema caldo di questi giorni è la messa online delle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Come c'era da aspettarsi, polemiche a non finire. Ognuno a dire la propria (come è giusto che sia) con toni più o meno accesi (non so invece  quanto sia giusto o meno) cercando  di affermare il proprio pensiero.

    Ho sempre l'impressione che in queste occasioni dove l'interesse collettivo debba essere al centro, si cerchi sempre di fare prevalere l'interesse personale. Solo una sensazione non suffragata da elementi oggettivi ma è altrettanto vero che l'Italia è una delle poche nazioni fortemente legate a fenomeni di campanilismo e che si trova raramente unita sotto una causa comune che non sia la nazionale di calcio ai mondiali (sebbene anche in questo caso la battuta legata ai 58 milioni di allenatori in Italia non è detta a sproposito).

    Premesso che:

    • non so quanto venga fatto nelle altre nazioni (ho letto solo che in altri paesi quello che si è cercato di fare in Italia questa settimana avviene già da tempo);
    • i dati che oggi avrebbero dovuto essere disponibili online lo sono già ma in formato meno "fluido" (ognuno può andare nel proprio comune a domandare la dichiarazione del proprio vicino, collega, ...);
    • dopo poche ore dalla messa online sul sito dell'Agenzia delle Entrate, diversi file sono stati fatti circolare su aree P2P (non tutti ovviamente per ragioni di tempo e per via del fatto che è frutto di iniziative individuali);
    • mi genera un leggero fastidio mettere in pubblico informazioni che fino a ieri erano racchiuse in uno scatolone che poteva essere aperto da chiunque;
    • penso che soggetti malavitosi agiscano a prescindere dalla messa online delle informazioni relative alla dichiarazione dei redditi;
    • non credo che sia la dichiarazione dei redditi a rivelare grandi segreti rispetto a compensi e stipendi di colleghi o superiori

    mi schiero dalla parte di chi è favorevole alla messa online del reddito degli italiani.

    Ci sono controindicazioni a questa scelta? Certamente ce ne saranno. Sono però convinto che i vantaggi (soprattutto nel lungo termine) siano superiori agli svantaggi. La trasparenza in ambito informativo sono convinto ne beneficierà. Già questo a mio giudizio sarebbe più che sufficiente per motivare e giustificare la decisione presa (e ora rimessa in discussione).

    Banalmente, con alcuni dati raccolti in rete (trovati su alcuni servizi P2P) mi sono fatto alcune analisi come quelle che riporto sotto ("reddito per capita/età", "numerosità reddito per capita") che diversamente qualcuno mi avrebbe raccontato (via web o meno poco importa) oppure avrei trovato su qualche media come approfondimento di notizie del giorno. Lontano quindi da filtri o interpretazioni di chi vuole raccontarmi una verità piuttosto che un'altra (sappiamo ahimè che uno stesso numero può essere letto in tanti modi!).

    image   image

    Le poche riflessioni fatte sull'argomento mi portano a pensare che sia una questione di abitudine e che, con un cambio di cultura (che inevitabilmente la società in cui viviamo sarà costretta a fare per rimanere al passo con i tempi), vedremo tra un po' di tempo questo come un non problema.

    Certamente sono due temi non paragonabili ma mi sia consentito l'accostamento. Ormai di qualche anno fa la scelta di vietare il fumo nel locali pubblici (se non adeguatamente attrezzati). Levata di scudi di fumatori, commercianti, associazioni di categoria, ... notizia al centro di quotidiani e TG nazionali. Insomma, una mezza rivoluzione. Oggi? Nessuno ricorda più il problema. I commercianti non hanno visto chiudere le proprie attività per questa decisione e oggi, anzi, se domandiamo cosa ne pensano fumatori e non fumatori della decisione presa credo troveremo pochi ancora contrari e agguerriti. Addirittura, quando mi capita di essere all'estero con altri italiani (fumatori e non) dove è ancora ammesso fumare all'interno dei locali, elogiamo quanto fatto nel nostro paese in anticipo rispetto ad altri.

    Insomma, andiamo avanti. Il tempo passa e nulla è per sempre. Guardare troppo al passato (se non per certe tradizioni che vanno conservate in quanto tali) non è buon segno per qualsiasi società.

    My 5 cents ;-)

    Luca