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July 16 Windows Live Messenger Product ManagerPost veloce per segnalare l'apertura di questa posizione all'interno del team nel quale lavoro. Siamo alla ricerca del PM di Messenger per l'Italia. Qui sotto alcuni dei passaggi importanti della relativa Job Description: "Role Purpose Business and marketing leadership Key Responsabilities
Se interessati e volete avere maggiori dettagli, potete trovare tutto quanto sul sito di Microsoft Italia. Luca Technorati Tags: Windows Live Messenger,Microsoft Italia July 13 What users' want
E' chiaramente la notizia del giorno che è arrivato ad occupare prime pagine di giornali nazionali e titoli di apertura dei principali telegiornali italiani. Fenomeno del momento che non può trovare l'attenzione dei principali media di tutto il mondo. Partendo da questo spunto mi sorgono spontanee alcune domande che riguardano il 'concetto di notizia di per sè e gli elementi che rendono un fatto effettivamente di rilievo rispetto ad un altro che invece non trova spazio nella testa di chi produce e pubblica contenuti/notizie. Il tutto ha origine da un fatto che sto osservando da qualche mese e che, mi sorprende, nessuno ha ancora evidenziato. Alle domande poste sopra relativamente a ciò che rende rilevante o meno una notizia, ci troviamo spesso risposte che vedono il lettore/telespettatore/navigatore al centro. Ossia, ci viene detto che quello che viene pubblicato è ciò che si ritiene essere di interesse dell'utente. Su questo punto non penso che nessuno abbia da eccepire e mi sento di sottoscrivere l'affermazione. Se questo è vero il problema si sposta sui criteri che rendono una notizia idonea per la pubblicazione. Elementi che sono inevitabilmente soggettivi e in qualche modo corellati alla linea editoriale di una testata, di un blog, ecc. Detto questo però, continuo a rimanere perplesso sul perchè alcune notizie non emergano e che nessuno, blog compresi, faccia salire dal basso problematiche che toccano migliaia di persone.
Intercettando questa domanda, sono nati come funghi numerosi siti (http://www.wmedia-player.com/it/ per Windows Media Player, http://www.e-mule-it.com/emule/ per eMule, ecc.) che promuovono il download del relativi software ma con wizard di installazione modificato rispetto alla versione originale. Succede infatti che per completare il processo viene richiesto l'inserimento di un codice che si può ottenere unicamente mandando un SMS al numero specificato nelle finestre di set up (vedi screenshot a lato). Da un veloce test effettuato qualche giorno fa su Windows Live Messenger ci siamo trovati con un addebito non trascurabile sul conto del cellulare. Qualcosa che, sebbene ancora in scala ridotta, assomiglia molto al fenomeno dei dialer diffusosi tra il 2003 e il 2004 (quando, per legge, una volta imposte tariffe telefoniche restrittive sono intervenute di forza le autorità per annullare questo fenomeno considerato dai più al limite della legalità). La diffusione di questi servizi fraudolenti avviene prevalentemente per promozione attraverso motori di ricerca (sostanzialmente Google). Contattati per segnalare il problema correlato a Messenger (http://new-messenger.com/it/) hanno reagito immediatamente rimuovendo il sito considerato anche da loro non in linea con i propri T&C. Evidentemente l'attività deve essere sufficientemente redditizia per chi gestisce tali siti in quanto a distanza di qualche giorno un clone del sito sopra è già comparso tra gli sponsored sites dei motori di ricerca (http://www.msn-mesenger.info/it/). Ci toccherà segnalare nuovamente la cosa e sperare che la risposta sia altrettanto celere al primo caso. Chiaramente, la presenza di questi sponsored sites all'interno dei motori di ricerca porta alla diffusione degli stessi all'interno di tutti quei siti/blog che fanno uso della pubblicità contestuale. Basta che ci siano articoli correlati agli argomenti citati sopra per trovare la promozione a siti fraudolenti anche all'interno di tantissimi siti/blog (piccoli e grandi). Ora, al di là del problema di business che tale fenomeno sta causando, qui stiamo parlando di un potenziale numero elevato di utenti che, magari perchè inesperto, si ritrova bollette telefoniche gonfiate a causa del download di prodotti che normalmente sono distribuiti gratuitamente. Tornando quindi al tema iniziale, possibile che nessuno, a parte qualche articolo di Punto Informatico, abbia mai sollevato questo problema? E' effettivamente un fenomeno trascurabile oppure ci troviamo di fronte a un realeproblema per molti utenti? In sostanza, cosa rende una notizia importante e di rilievo perchè possa essere pubblicata?
E' un tema che mi vede particolarmente coinvolto per le evidenti connotazioni di business visto il mio lavoro. Altrettanto però mi domando quale debba essere il ruolo di certa informazione (soprattutto quella più vicino all'utilizzo della Rete) che vuole, almeno nelle dichiarazioni, essere vicina a tematiche che promuovano l'adozione del digitale e la diffusione dello strumento informatico. Al contrario, non ho trovato nessuno impegnato su tale tema e anzi, inconsapevolmente, molti favoriscono la diffusione di questo fenomeno fraudolento. Che dire? Un'occasione persa? Sto sopravvalutando un problema che in realtà tocca solo pochi soggetti? Se così ha senso comunque non parlarne, non fare informazione e aiutare gli utenti a evitare trappole come queste? ... Ogni suggerimento è benvenuto ;-) Luca July 04 Instant Messaging GenerationDue giorni fa, insieme a NextPlora, abbiamo presentato i risultati di una ricerca realizzata nel mese di maggio sul tema "Instant Messaging". Oltre al sottoscritto, è intervenuto Andrea Giovenali, Presidente della società di ricerca, che ha presentato appunto le evidenze emerse dalla ricerca. Notevole interesse da parte dei giornalisti, non solo per il fenomeno in senso lato quanto per Windows Live Messenger che ad oggi guida la classifica di strumenti di IM in Italia. La ricerca aveva l'obiettivo di analizzare lo scenario italiano dell'Instant Messaging cercando di delineare caratteristiche e profilo degli utenti. Interessanti le evidenze emerse che sono sintetizzate molto bene nell'ultima slide della presentazione che trovate sotto. Questi i punti evidenziati:
Questa la presentazione utilizzata nella conferenza stampa: Buona lettura. Luca June 13 It's hereRicevuta segnalazione da Geert, non posso che segnalare la messa online della versione definitiva dalla puntata "Inspiration, Anyone?" segnalata un paio di post fa.
Buona visione. Luca Technorati Tags: Inspiration Anyone,Microsoft Advertising June 04 "Inspiration Anyone?" BackstagePer chi volesse un'anticipazione sul seguito di Bring the Love Back (Inspiration Anyone?), qui di seguito qualche parola dai protagonisti.
L'uscita è prevista a breve ;-) Luca Technorati Tags: Bring the Love Back,Inspiration Anyone? June 02 Coming SoonAlcuni ricorderanno il video realizzato oltre un anno fa di Bring the Love Back e tradotto recente nella versione napoletana. Il problema raccontato però è sempre attuale e merita un ulteriore approfondimento. Per questo è stato pensato il seguito della storia e di questo, qui di seguito, un veloce assaggio. Trailer "Inspiration Anyone?" L'uscita di "Inspiration Anyone" è prevista a breve. Stay tuned! Luca Technorati Tags: Inspiration Anyone,Bring the Love Back May 30 Ottimismo
Da Gianluca Nicoletti che, giornalista speaker di Radio 24, ha seguito i primi passi su Internet di RAI a Giuseppe Verrini che, come Adobe Italia, rappresenta una delle aziende software più "presenti" nella navigazione degli utenti online e mobile, passando per aziende che si occupano di comunicazione sia sulla carta stampata sia per conto di chi necessità di supporto e consulenza. Qui di seguito il programma e le persone intervenute a questa discussione:
Questi alcuni (s)punti che mi sono portato a casa:
Infine, avendo avuto il privilegio di utilizzare slide a supporto del mio intervento, allego la presentazione qui di seguito. Buona lettura. Luca May 21 ConfrontiLeggendo un articolo tratto da Fortune (Where does Google go next?) mi è saltato all'occhio questo grafico che mette a confronto alcune metriche (Revenue e Headcounts) di Google, Yahoo e Microsoft in tre momenti temporali ben definiti: IPO, 2 anni e 4 anni dopo. Credo che la chart rappresenti piuttosto bene la velocità di crescita (e relative dimensioni assolute) dei fenomeni in questione. Per cercare di fare altre riflessioni intorno a questo tema, ho inserito i numeri in .xlxs per vedere altre metriche quali crescite (sia di HC che ci Revenue) e revenue per HC. Qui sotto il file:
A voi le considerazioni e riflessioni. Non penso servano ulteriori commenti ;-) Luca May 17 E-ReadinessHo appena ricevuto il report annuale realizzato da The Economist relativo alla situazione ICT di diverse nazioni in tutto il mondo. Per avere un'idea degli obiettivi e contenuti di questo report, riporto testualmente quanto contenuto nella premessa del report stesso: "E-readiness is a measure of the quality of a country’s information and communications technology (ICT) infrastructure and the ability of its consumers, businesses and governments to use ICT to their benefit. When a country uses ICT to conduct more of their activities, its economy can become more transparent and efficient. The e-readiness rankings also allow governments to gauge the success of their ICT strategies against those of other countries, and provide companies wishing to invest overseas with an overview of the world’s most promising investment locations from the perspective of e-readiness." Alcune considerazioni:
Allego il documento che è scaricabile al link sotto. Evito troppo facili considerazioni rispetto ad altre nazioni che, sulla carta, ci aspetteremmo di vedere alle nostre spalle ;-| Buona lettura Luca Technorati Tags: E-readiness,The Economist UPDATE: qui sotto anche il file .xlsx con i dati utilizzati per fare l'analisi menzionata sopra May 13 Numeri, che passione!Questa sera ho avuto il piacere di partecipare ad un evento organizzato da Edelman durante il quale si è cercato di discutere di temi legati alla comunicazione e al mondo digitale. All'interno di questa serata, organizzata in occasione della visita di Steve Rubel in Italia, mi è stato chiesto di offrire una panoramica dello scenario italiano per quel che riguarda audience e mercato pubblicitario. Un bel divertimento per il sottoscritto che ha una certa dimestichezza con numeri e poco con chiacchiere e parole ;-)
Ringrazio di nuovo Edelman per l'invito e spero che la presentazione sopra possa essere d'aiuto per comprendere meglio lo scenario media (online) nel quale operiamo. Luca May 03 Andiamo avanti
Ho sempre l'impressione che in queste occasioni dove l'interesse collettivo debba essere al centro, si cerchi sempre di fare prevalere l'interesse personale. Solo una sensazione non suffragata da elementi oggettivi ma è altrettanto vero che l'Italia è una delle poche nazioni fortemente legate a fenomeni di campanilismo e che si trova raramente unita sotto una causa comune che non sia la nazionale di calcio ai mondiali (sebbene anche in questo caso la battuta legata ai 58 milioni di allenatori in Italia non è detta a sproposito). Premesso che:
mi schiero dalla parte di chi è favorevole alla messa online del reddito degli italiani. Ci sono controindicazioni a questa scelta? Certamente ce ne saranno. Sono però convinto che i vantaggi (soprattutto nel lungo termine) siano superiori agli svantaggi. La trasparenza in ambito informativo sono convinto ne beneficierà. Già questo a mio giudizio sarebbe più che sufficiente per motivare e giustificare la decisione presa (e ora rimessa in discussione). Banalmente, con alcuni dati raccolti in rete (trovati su alcuni servizi P2P) mi sono fatto alcune analisi come quelle che riporto sotto ("reddito per capita/età", "numerosità reddito per capita") che diversamente qualcuno mi avrebbe raccontato (via web o meno poco importa) oppure avrei trovato su qualche media come approfondimento di notizie del giorno. Lontano quindi da filtri o interpretazioni di chi vuole raccontarmi una verità piuttosto che un'altra (sappiamo ahimè che uno stesso numero può essere letto in tanti modi!). Le poche riflessioni fatte sull'argomento mi portano a pensare che sia una questione di abitudine e che, con un cambio di cultura (che inevitabilmente la società in cui viviamo sarà costretta a fare per rimanere al passo con i tempi), vedremo tra un po' di tempo questo come un non problema. Certamente sono due temi non paragonabili ma mi sia consentito l'accostamento. Ormai di qualche anno fa la scelta di vietare il fumo nel locali pubblici (se non adeguatamente attrezzati). Levata di scudi di fumatori, commercianti, associazioni di categoria, ... notizia al centro di quotidiani e TG nazionali. Insomma, una mezza rivoluzione. Oggi? Nessuno ricorda più il problema. I commercianti non hanno visto chiudere le proprie attività per questa decisione e oggi, anzi, se domandiamo cosa ne pensano fumatori e non fumatori della decisione presa credo troveremo pochi ancora contrari e agguerriti. Addirittura, quando mi capita di essere all'estero con altri italiani (fumatori e non) dove è ancora ammesso fumare all'interno dei locali, elogiamo quanto fatto nel nostro paese in anticipo rispetto ad altri. Insomma, andiamo avanti. Il tempo passa e nulla è per sempre. Guardare troppo al passato (se non per certe tradizioni che vanno conservate in quanto tali) non è buon segno per qualsiasi società. My 5 cents ;-) Luca April 13 Steve Ballmer in Italia
Evento rivolto a diverse figure professionali ma che trovano nel Web strumento di lavoro comune. Nella presentazione dell'evento, questo è infatti il messaggio che si legge: "The Next Web Now è una conversazione aperta per decisori di business, professionisti della comunicazione, sviluppatori, Web designer, advertiser e media agency per guardare al Web di domani, un domani che è già realtà. " Diverse le aziende che interverranno nella mattinata e tra queste FIAT
Partecipazione e registrazione gratuita. Luca March 22 Chi va e chi viene
Risultano quindi disponibili informazioni quali età media dei dipendenti (nell'ipotesi che il campione presente in LinkedIn sia rappresentativo della relativa forza lavoro), la tipologia di figure professionali, la percentuale di uomini e donne, ecc. In epoca di grande fermento all'interno del mercato hitech, le informazioni che certamente attirano maggiore attenzione e suscitano curiosità sono rappresentate dai flussi migratori delle persone che appartengono ai principali player del mercato IT/Web. Ottima la tabella riassuntiva trovata sempre su LouisGray.com e che riporto qui sotto. A prima vista pare di notare che Google e Microsoft la facciano dal padrone sia in verso che in un altro. L'unica azienda che al momento non vede turn over è Facebook. Non una grande sorpresa ;-) Luca March 07 Bring the Love Back - Italians do it betterUno dei primi post fatti su questo blog riguardavano un filmato realizzato da Microsoft Digital Advertising Solution (concessionaria di pubblicità di Microsoft) che descriveva in maniera simpatica e divertente il rapporto che ormai si è venuto a creare tra consumer e advertiser. In occasione di un evento organizzato oggi a Roma, sempre da Microsoft Digital Advertising Solution, è stata mostrata una nuova versione del filmato. Contenuti in linea con quelli passati ma con un'intepretazione un po' differente. Vedere per credere ;-)
Buona visione. Luca Technorati Tags: Bring the Love Back,Microsoft Digital Advertising Solution February 29 What made Scoble cryQualche giorno fa Scoble aveva fatto un post (Microsoft researchers make me cry) nel quale dichiarava di essere stato colpito da un prodotto che gli era stato mostrato durante una sua visita agli uffici di Microsoft Research: "While watching the demo I realized the way I look at the world was about to change. While listening to Wong I noticed a tear running down my face. It’s been a long while since Microsoft did something that had an emotional impact on me like that." Qui sotto il video che mostra quanto il prodotto sviluppato dai ricercatori Microsoft durante la loro presentazione al TED: WorldWide Telescope "Science educator Roy Gould and Microsoft's Curtis Wong give an astonishing sneak preview of Microsoft's new WorldWide Telescope -- a technology that combines feeds from satellites and telescopes all over the world and the heavens, and weaves them together holistically to build a comprehensive view of our universe. (Yes, it's the technology that made Robert Scoble cry.)" Video tutto sommato breve che non permette di apprezzare a pieno le potenzialità del prodotto che sarà comunque disponibile nel giro di qualche mese mediante download dal sito linkato sopra.
Buona visione. Luca
February 19 Show me the money!
Poche volte mi è capitato di leggere interventi di chi, parlando di questo fenomeno sociale in costante ascesa, affrontasse il tema a 360' mettendo in evidenza le difficoltà che tali servizi si trovano ad affrontare nel momento in cui devono far "tornare" i conti. Tutto perfetto quando si parla di relazione, partecipazione, condivisione, coda lunga, ... ma cosa succede quando si deve costruire un business model vincente e di lungo periodo? Ad oggi, la fonte primaria di revenue per la maggior parte dei servizi di Social Networking è la pubblicità. Nonostante il momento positivo che si è creato intorno al concetto di blog e comunità, poche ancora sono le aziende che hanno abbracciato soluzioni di comunicazione collegate a questi. Diverse le ragioni:
Non ho ahimè molte cifre ma lo scenario ad oggi non è dei più rosei. Qui sotto alcuni articoli dai quali farsi un'idea:
Se tutto questo è vero alcune domande e/o dubbi:
Luca
February 03 Madison AvenueMolto si è scritto e molto si è detto della proposta di acquisto di Yahoo da parte di Microsoft. In poco meno di due giorni chiunque ha voluto dire la propria sulla vicenda sebbene, come sempre, pochi avessero competenza e conoscenza del tema. Rimango sempre più sorpreso dalla necessità che alcune persone hanno nel dover per forza dire la loro su un tema piuttosto che su un altro, senza avere la benchè minima conoscenza dell'argomento in questione. A parte questo piccolo sfogo ;-) trovo che la notizia abbia stimolato alcune discussioni che difficilmente avrebbero potuto emergere senza questa discontinuità. Un tema che va in tale direzione è quello che ho trattato nel post precedente a proposito di Online Adv: Keyword o Display. Un altro argomento invece che ho visto emergere e che difficilmente avrebbe occupato spazi su quotidiani e media di massa, riguarda la concorrenza che caratterizza il mercato del keyword advertising. Ho toccato questo tema su Motori di Ricerca in Italia qualche mese fa per quanto riguarda il mercato italiano. Lo scenario descritto in quel post si può applicare indistintamente in buona parte delle nazioni Europee mentre nel resto del mondo, nonostante numeri meno marcati a favore della grande G, il dominio rimane pressochè invariato. Questi numeri, spesso sbandierati (a ragione) come esempio dell'ascesa di Google nel mondo online e della pervasività dello stesso nella vita di tutte le persone, non sono mai stati ripresi per domandare, a chi operante nel mondo dell'adv online, cosa pensasse della posizione di Google. Vivo da un po' in questo ambiente per conoscere la risposta, ma vorrei aiutare alla comprensione del problema segnalando quello che sta emergendo da diverse fonti. Cito a tal proposito un articolo di Arturo Zampaglione pubblicato oggi su La Repubblica dal quale riporto l'estratto che fa riferimento alle reazioni del mondo pubblicitario alla notizia Microsoft - Yahoo: Avere un unico interlocutore che gestisce buona parte dell'offerta pubblicitaria della componente keyword (che, a seconda delle nazioni, rappresenta circa il 50% degli investimenti pubblicitari online) non è certamente una condizione apprezzata da chi si deve occupare di buying per terze parti (clienti/advertisers). Nell'articolo di Zampaglione viene citata una voce (Mark Read, WPP) alla quale però fanno eco molte altre. Prendendo spunto da un post di Silicon Alley Insider, troviamo i seguenti quote di alcuni rappresentanti di agenzie pubblicitarie: [...]
[...] Insomma, al di là delle battaglie di religione credo sia evidente che, in un caso come questo, la concentrazione serva a stimolare maggiore concorrenza in un mercato che oggi risulta dominato da un solo player. Luca UPDATE: anche Madison Avenue in Italia pare abbia preso positivamente la notizia. Suggerisco lettura di questo post di Layla Pavone.
February 02 Online Adv: Keyword o DisplayLungi da me riuscire a fornire una semplice interpretazione della mossa fatta da Microsoft ieri. Certo è che molti dei commenti si sono concentrati sui dati attuali e sulle cifre che caratterizzano i business dei tre principali player. E' utile tuttavia, mettere insieme alcuni pezzettini che forse permettono di fornire un'ulteriore chiave di lettura alla notizia di ieri. Innanzitutto è bene ricordare come tutti coloro che operano nel mondo dell'online adv concordino nell'affermare che lo split tra display adv e keyword adv andrà sempre di più negli anni a favorire il secondo. Non sto a riportare ricerche o stime, basta guarda quello che è sta avvenendo in nazioni più avanzate della nostra quale US, UK o JP. Questa visione sul futuro è molto legata ovviamente a quanto visto fin qui visto che le attività di Search sempre più pervasive e frequenti da parte di utenti, siano essi utenti avanzati che alle prime armi. Tuttavia, leggendo un'intervista fatta a Brian McAndrews e apparsa in questi giorni su Seattle Times, emerge un'altra visione su quello che è il futuro dell'online adv:
"That said, we're not discounting the importance of Search as it continues to drive a lion's share of digital advertising budgets. Our goal is to help advertisers and agencies make their Search campaigns as relevant, targeted and highly converting as possible. We've made great strides toward this end, and will continue to make deep investments in both our Live Search engine and Microsoft adCenter to improve the value of our Search offerings for customers." Questa intervista mi ha colpito particolarmente perchè ha fatto il paio con quanto letto qualche giorno fa nel report di Henry Blodget a proposito dei dati trimestrali di Google. [...]
[...] In altre parole, il tanto bistrattato Display Adv sembrerebbe avere sorti un po' differenti da quelle ipotizzate fin qui. Sotto questa prospettiva, Microsoft e Yahoo godono oggi di una posizione di vantaggio rispetto al terzo. Scenario questo che inevitabilmente muterà nel tempo man mano che nuovi media cominceranno a prendere piedi (vedi Mobile) e man mano che le fusioni effettuate nei mesi passate saranno attive. Luca
La notizia del giornoSebbene la notizia sia di meno di 24 ore fa, sono già stati scritti molti commenti. Evito quindi di aggiungere altro ma riporto qui di seguito un veloce confronto tra i tre big player in termini numerici. Dati Finanziari Confronto sul mondo Web Search US Informazioni forse utili a chi poco conosce questo mondo e necessita di informazioni numeriche/oggettive. Luca
January 29 Microsoft & Wall Street JournalE' notizia di oggi dell'accordo tra Microsoft e Wall Street Journal Digital Network. Microsoft ha ricevuto l'incarico di servire "contextual and paid search" all'interno del network WSJ. Maggiori dettagli nel CS che riporto qui sotto. "The Wall Street Journal Digital Network today announced an agreement in which Microsoft Corp. becomes the exclusive third-party provider of contextual and paid search advertising for its network of sites, including The Wall Street Journal Online, Barrons.com, MarketWatch.com, AllThingsD.com and others. “Relevant and targeted digital advertising is important to our business and to the quality of the experience that we deliver to our users,” said Gordon McLeod, president of The Wall Street Journal Digital Network. “Microsoft’s state-of-the-art advertising platform will enable us to dramatically improve our revenues from this key sector, and we look forward to working together.” “This deal is a significant win for Microsoft for two key reasons. First, it makes the extended Microsoft advertising network the premier destination for advertisers interested in reaching financially minded users, as it complements our offering in this vertical through MSN Money and other syndication partners,” said Brian McAndrews, senior vice president, Advertiser and Publisher Solutions at Microsoft. “Second, this deal is a strong indicator that we’re gaining significant traction with our advertising platform. The Wall Street Journal Digital Network is one of the largest financial services publishers in a very dynamic vertical segment, and we’re delighted to add it to our portfolio.” The addition of these sites brings an additional 20 million unique visitors per month to the extended Microsoft network, enabling advertisers to reach out to an increasingly deep and attractive audience in the financial services vertical. The Wall Street Journal Digital Network is expected to begin providing Microsoft contextual advertising in February." Luca
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