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    July 16

    Windows Live Messenger Product Manager

    Post veloce per segnalare l'apertura di questa posizione all'interno del team nel quale lavoro. Siamo alla ricerca del PM di Messenger per l'Italia.

    Qui sotto alcuni dei passaggi importanti della relativa Job Description:

    "Role Purpose
    The Windows Live Messenger Product Manager (“WL Messenger PM”) is responsible for delivering against a business strategy across all Windows Live Messenger consumer propositions. He is specifically responsible for the Windows Live Messenger audience growth, engagement and P&L performance for the Windows Live Messenger product,  understands the central role the WL services play in cross-network engagement and overall network growth. This person is recognized internally and externally as an expert in online services with reference to Instant Messaging market.

    Business and marketing leadership
    The WL Messenger PM is responsible for driving Windows Live Messenger audience growth, consumer engagement and supporting monetization both through display and search transfers. The WL Messenger PM will also work with other partners (PMs and MSN team) to drive overall network growth.

    Key Responsabilities

    • Strategy Planning & Business Management
    • Ensures quality of execution in market around key IM initiatives and campaigns
    • Represent team priorities around Windows Live Messenger opportunities, product roadmap, marketing investment, business model, consumer feedback and service levels
    • Key Competition & Market Trend Focus: Drives competitive strategy for the IM consumer business within the subsidiary"

    Se interessati e volete avere maggiori dettagli, potete trovare tutto quanto sul sito di Microsoft Italia.

    Luca

    July 13

    What users' want

    j0439359 Da qualche ora è disponibile nei negozi l'iPhone. Finalmente il tanto atteso oggetto dei desideri di molti è arrivato anche in Italia e non si fa altro che parlare di Apple e delle code fuori dai punti vendita autorizzati.

    E' chiaramente la notizia del giorno che è arrivato ad occupare prime pagine di giornali nazionali e titoli di apertura dei principali telegiornali italiani. Fenomeno del momento che non può trovare l'attenzione dei principali media di tutto il mondo.

    Partendo da questo spunto mi sorgono spontanee alcune domande che riguardano il 'concetto di notizia di per sè e gli elementi che rendono un fatto effettivamente di rilievo rispetto ad un altro che invece non trova spazio nella testa di chi produce e pubblica contenuti/notizie.

    Il tutto ha origine da un fatto che sto osservando da qualche mese e che, mi sorprende, nessuno ha ancora evidenziato. Alle domande poste sopra relativamente a ciò che rende rilevante o meno una notizia, ci troviamo spesso risposte che vedono il lettore/telespettatore/navigatore al centro. Ossia, ci viene detto che quello che viene pubblicato è ciò che si ritiene essere di interesse dell'utente. Su questo punto non penso che nessuno abbia da eccepire e mi sento di sottoscrivere l'affermazione.

    Se questo è vero il problema si sposta sui criteri che rendono una notizia idonea per la pubblicazione. Elementi che sono inevitabilmente soggettivi e in qualche modo corellati alla linea editoriale di una testata, di un blog, ecc. Detto questo però, continuo a rimanere perplesso sul perchè alcune notizie non emergano e che nessuno, blog compresi, faccia salire dal basso problematiche che toccano migliaia di persone.

    image Per capire di cosa si tratta vengo al punto. Da qualche mese a questa parte osserviamo la profilerazione di siti fraudolenti che sfruttano la forte domanda da parte di utenti/consumatori di prodotti software gratuiti. Non ho cifre alla mano ma penso che tutti quanti comprendiate quanto sia forte la richiesta di prodotti quali Acrobat Reader, Emule, Windows Live Messenger, Internet Explorer, Windows Media Player, ecc

    Intercettando questa domanda, sono nati come funghi numerosi siti (http://www.wmedia-player.com/it/ per Windows Media Player, http://www.e-mule-it.com/emule/ per eMule, ecc.) che promuovono il download del relativi software ma con wizard di installazione modificato rispetto alla versione originale. Succede infatti che per completare il processo viene richiesto l'inserimento di un codice che si può ottenere unicamente mandando un SMS al numero specificato nelle finestre di set up (vedi screenshot a lato).

    Da un veloce test effettuato qualche giorno fa su Windows Live Messenger ci siamo trovati con un addebito non trascurabile sul conto del cellulare. Qualcosa che, sebbene ancora in scala ridotta, assomiglia molto al fenomeno dei dialer diffusosi tra il 2003 e il 2004 (quando, per legge, una volta imposte tariffe telefoniche restrittive sono intervenute di forza le autorità per annullare questo fenomeno considerato dai più al limite della legalità).

    La diffusione di questi servizi fraudolenti avviene prevalentemente per promozione attraverso motori di ricerca (sostanzialmente Google). Contattati per segnalare il problema correlato a Messenger (http://new-messenger.com/it/) hanno reagito immediatamente rimuovendo il sito considerato anche da loro non in linea con i propri T&C.

    Evidentemente l'attività deve essere sufficientemente redditizia per chi gestisce tali siti in quanto a distanza di qualche giorno un clone del sito sopra è già comparso tra gli sponsored sites dei motori di ricerca (http://www.msn-mesenger.info/it/). Ci toccherà segnalare nuovamente la cosa e sperare che la risposta sia altrettanto celere al primo caso.

    Chiaramente, la presenza di questi sponsored sites all'interno dei motori di ricerca porta alla diffusione degli stessi all'interno di tutti quei siti/blog che fanno uso della pubblicità contestuale. Basta che ci siano articoli correlati agli argomenti citati sopra per trovare la promozione a siti fraudolenti anche all'interno di tantissimi siti/blog (piccoli e grandi).

    Ora, al di là del problema di business che tale fenomeno sta causando, qui stiamo parlando di un potenziale numero elevato di utenti che, magari perchè inesperto, si ritrova bollette telefoniche gonfiate a causa del download di prodotti che normalmente sono distribuiti gratuitamente.

    Tornando quindi al tema iniziale, possibile che nessuno, a parte qualche articolo di Punto Informatico, abbia mai sollevato questo problema? E' effettivamente un fenomeno trascurabile oppure ci troviamo di fronte a un realeproblema per molti utenti? In sostanza, cosa rende una notizia importante e di rilievo perchè possa essere pubblicata?

    j0439350Oggi giorno abbiamo innumerevoli fonti informative. Da media tradizionali fino ai nuovi mezzi di informazione che, forse, vedono nei blog una forma innovativa di informazione. Proprio questi ultimi sono probabilmente quelli più vicini alle problematiche della rete e dei suoi utenti. Come si spiega questa totale assenza da un tema così importante visto il numero non trascurabile di utenti potenzialmente impattati?

    E' un tema che mi vede particolarmente coinvolto per le evidenti connotazioni di business visto il mio lavoro. Altrettanto però mi domando quale debba essere il ruolo di certa informazione (soprattutto quella più vicino all'utilizzo della Rete) che vuole, almeno nelle dichiarazioni, essere vicina a tematiche che promuovano l'adozione del digitale e la diffusione dello strumento informatico.

    Al contrario, non ho trovato nessuno impegnato su tale tema e anzi, inconsapevolmente, molti favoriscono la diffusione di questo fenomeno fraudolento. Che dire? Un'occasione persa? Sto sopravvalutando un problema che in realtà tocca solo pochi soggetti? Se così ha senso comunque non parlarne, non fare informazione e aiutare gli utenti a evitare trappole come queste? ...

    Ogni suggerimento è benvenuto ;-)

    Luca

    July 04

    Instant Messaging Generation

    Due giorni fa, insieme a NextPlora, abbiamo presentato i risultati di una ricerca realizzata nel mese di maggio sul tema "Instant Messaging". Oltre al sottoscritto, è intervenuto Andrea Giovenali, Presidente della società di ricerca, che ha presentato appunto le evidenze emerse dalla ricerca.

    Notevole interesse da parte dei giornalisti, non solo per il fenomeno in senso lato quanto per Windows Live Messenger che ad oggi guida la classifica di strumenti di IM in Italia.

    La ricerca aveva l'obiettivo di analizzare lo scenario italiano dell'Instant Messaging cercando di delineare caratteristiche e profilo degli utenti. Interessanti le evidenze emerse che sono sintetizzate molto bene nell'ultima slide della presentazione che trovate sotto. Questi i punti evidenziati:

    • Strumento di relazione adottato dai giovani (DNA) ed entrato a pieno titolo nelle vite degli adulti
    • La dimensione di maggiore sviluppo è quella legata al lavoro
    • Accesso continuato ed uso contemporaneo ad altre attività e multi-tasking
    • Intrattenere relazioni è anche un'alternativa al prime-time della Tv
    • Ruolo sostitutivo di strumenti di comunicazione sincrona (telefono, cellulare) e asincrona (email, SMS)
    • Ruolo crescente di piattaforma per condividere tessere del proprio mondo e del proprio sé (file, foto, immagini, emozioni) in una cerchia governata e ristretta
    • L'IM è più intimo e selettivo/elettivo dei social network, meno complicato del peer-to-peer (e meno rischioso), più "tribale" delle community

    Questa la presentazione utilizzata nella conferenza stampa:

     

    Buona lettura.

    Luca

    June 13

    It's here

    Ricevuta segnalazione da Geert, non posso che segnalare la messa online della versione definitiva dalla puntata "Inspiration, Anyone?" segnalata un paio di post fa.

     

     

     
    Video: Inspiration, anyone?

    Buona visione.

    Luca

    June 04

    "Inspiration Anyone?" Backstage

    Per chi volesse un'anticipazione sul seguito di Bring the Love Back (Inspiration Anyone?), qui di seguito qualche parola dai protagonisti.

     

        

     

    L'uscita è prevista a breve ;-)

    Luca

    June 02

    Coming Soon

    Alcuni ricorderanno il video realizzato oltre un anno fa di Bring the Love Back e tradotto recente nella versione napoletana. Il problema raccontato però è sempre attuale e merita un ulteriore approfondimento.

    Per questo è stato pensato il seguito della storia e di questo, qui di seguito, un veloce assaggio.

    Trailer "Inspiration Anyone?"

      
    Video: Trailer "Inspiration Anyone?"

    L'uscita di "Inspiration Anyone" è prevista a breve. Stay tuned!

    Luca

    May 30

    Ottimismo

    image Ho partecipato, ieri, al Forum della Comunicazione intervenendo nella sessione plenaria di fine giornata dedicata alla comunicazione sui media digitali. Devo dire che è stato interessante raccogliere diversi punti di vista di operatori tutto sommato eteronegei sebbene tutto quanti, in qualche modo, legati alla comunicazione e alle opportunità che vengono offerte dai media emergenti. Online ma non solo.

    Da Gianluca Nicoletti che, giornalista speaker di Radio 24, ha seguito i primi passi su Internet di RAI a Giuseppe Verrini che, come Adobe Italia, rappresenta una delle aziende software più "presenti" nella navigazione degli utenti online e mobile, passando per aziende che si occupano di comunicazione sia sulla carta stampata sia per conto di chi necessità di supporto e consulenza.

    Qui di seguito il programma e le persone intervenute a questa discussione:

     

     

    Sessione plenaria
    L'EVOLUZIONE DEI MEDIA DIGITALI E LA COMUNICAZIONE
    Chairman:
    Gianluca Nicoletti, Speaker di Radio24 ed editorialista de La Stampa
    Guest speaker:
    Luca Colombo, Direttore Marketing di Microsoft Online Services Group
    Tavola Rotonda
    Claudio Avallone, Consigliere Unicom
    Stefano Hesse, Head of Corporate Communications & Public Affairs, Southern Europe Google
    Roberto Leonelli, Presidente di Nurun
    Fabio Magrino, Segretario Generale ThinkTel™ - Forum Internazionale sulla Società dell'Informazione
    Layla Pavone, Presidente IAB Italia e Managing Director Isobar Communication
    Gianfrancesco Rizzuti, Responsabile Relazioni con i media ABI
    Giuseppe Verrini, Managing Director Southern Emea Adobe Systems Italia

    Questi alcuni (s)punti che mi sono portato a casa:

    • Positivo il giudizio sulla manifestazione che, alla sua prima edizione, mi pare abbia raggiunto buoni numeri e riunito in due giorni validi e ottimi rappresentanti del mondo della comunicazione (sottoscritto escluso, si intende). Forse, volendo trovare qualche critica, ho trovato ancora limitato il ruolo attribuito agli strumenti digitali nell'ambito della comunicazione
    • mi è parso di osservare ancora una scarsa predisposizione all'utilizzo dello strumento online per la comunicazione (interna ed esterna all'azienda). Nulla di nuovo rispetto a quanto si va dicendo da più parti relativamente all'arretratezza del nostro paese. La cosa che però preoccupa è la velocità con la quale ci stiamo muovendo per recuperare il terreno perso. Abbiamo numeri di audience e navigatori che tutto sommato non ci vedono in cattiva posizione rispetto ad altre nazioni: purtroppo questo scenario non è accompagnato da adeguata preparazione sul mezzo e sul relativo impiego (non solo in ambito comunicazione)
    • (non pensavo) ero convinto che alcuni temi fossero ormai sdoganati ma mi sono dovuto ricredere. Sono rimasto sorpreso di quanto sia ancora facile e spontanea l'associazione di Internet a pedofilia, pornografia e tutto quello di negativo si può dire del mezzo. Oltre alla sopresa è sorta in me la preoccupazione per la semplicità e approssimanzione con la quale si analizza il problema e si arriva a una conclusione.
    • Nel panel dei relatori a cui ho partecipato (in una fase di preparazione precedente alla tavola rotonda vera a propria), avevo stimolato una certa positività sul momento che vive il mondo online in Italia evitando di cadere in facili critiche sul sistema paese. Devo dire che alcuni dei feedback ricevuti e i punti evidenziati sopra mi hanno un po' fatto ricredere e rivivere scenari visti almeno 3/4 anni fa
    • penso che per chi, in Italia, opera e dispone di esperienza nel mondo online ci siano enormi opportunità. Ci sono evidenze chiare e marcate che il mondo stia andando in una certa direzione. Il terreno è fertile perchè le competenze maturate e le esperienze vissute in anni e anni di lavoro su questo mezzo possano trovare ampia applicazione nel mercato italiano. Da quanto visto ieri si rafforza sempre più in me la convinzione che non si possa che migliorare ;-)

    Infine, avendo avuto il privilegio di utilizzare slide a supporto del mio intervento, allego la presentazione qui di seguito.

     

    Buona lettura.

    Luca

    May 21

    Confronti

    image

    Leggendo un articolo tratto da Fortune (Where does Google go next?) mi è saltato all'occhio questo grafico che mette a confronto alcune metriche (Revenue e Headcounts) di Google, Yahoo e Microsoft in tre momenti temporali ben definiti: IPO, 2 anni e 4 anni dopo.

    Credo che la chart rappresenti piuttosto bene la velocità di crescita (e relative dimensioni assolute) dei fenomeni in questione. Per cercare di fare altre riflessioni intorno a questo tema, ho inserito i numeri in .xlxs per vedere altre metriche quali crescite (sia di HC che ci Revenue) e revenue per HC. Qui sotto il file:

     

    A voi le considerazioni e riflessioni. Non penso servano ulteriori commenti ;-)

    Luca

    Technorati Tags: ,,,
    May 17

    E-Readiness

    Ho appena ricevuto il report annuale realizzato da The Economist relativo alla situazione ICT di diverse nazioni in tutto il mondo. Per avere un'idea degli obiettivi e contenuti di questo report, riporto testualmente quanto contenuto nella premessa del report stesso:

    "E-readiness is a measure of the quality of a country’s information and communications technology (ICT) infrastructure and the ability of its consumers, businesses and governments to use ICT to their benefit. When a country uses ICT to conduct more of their activities, its economy can become more transparent and efficient. The e-readiness rankings also allow governments to gauge the success of their ICT strategies against those of other countries, and provide companies wishing to invest overseas with an overview of the world’s most promising investment locations from the perspective of e-readiness."

    Alcune considerazioni:

    • imagenel documento l'Italia non è mai citata, nè in positivo nè in negativo. E' positivo o negativo?
    • siamo in 25ma posizione. Non siamo avanzati né retrocessi rispetto all'anno passato sebbene lo score assegnato (che definisce appunto le posizioni) sia migliorato;
    • il punteggio è frutto di una valutazione fatta su 6 variabili (Connectivity, Business Environment, Social and Cultural Environment, Legal Environment, Government Policy and Vision, Consumer and Business Adoption) opportunamente pesate. Interessante fare lo spaccato delle singole voci e vedere come siamo posizionati per ciascuna di queste (veloce analisi che trovate nella tabella riportata a lato). 8' per quanto riguarda Legal Environment, 41' in ambito Business Environment. Insomma, ampi spazi di miglioramento ;-)

    Allego il documento che è scaricabile al link sotto. Evito troppo facili considerazioni rispetto ad altre nazioni che, sulla carta, ci aspetteremmo di vedere alle nostre spalle ;-|

    Buona lettura

    Luca

    Technorati Tags: ,

    UPDATE: qui sotto anche il file .xlsx con i dati utilizzati per fare l'analisi menzionata sopra

    May 13

    Numeri, che passione!

    Questa sera ho avuto il piacere di partecipare ad un evento organizzato da Edelman durante il quale si è cercato di discutere di temi legati alla comunicazione e al mondo digitale. All'interno di questa serata, organizzata in occasione della visita di Steve Rubel in Italia, mi è stato chiesto di offrire una panoramica dello scenario italiano per quel che riguarda audience e mercato pubblicitario. Un bel divertimento per il sottoscritto che ha una certa dimestichezza con numeri e poco con chiacchiere e parole ;-)

     

     

    Ringrazio di nuovo Edelman per l'invito e spero che la presentazione sopra possa essere d'aiuto per comprendere meglio lo scenario media (online) nel quale operiamo.

    Luca

    May 03

    Andiamo avanti

    j0430804Tema caldo di questi giorni è la messa online delle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Come c'era da aspettarsi, polemiche a non finire. Ognuno a dire la propria (come è giusto che sia) con toni più o meno accesi (non so invece  quanto sia giusto o meno) cercando  di affermare il proprio pensiero.

    Ho sempre l'impressione che in queste occasioni dove l'interesse collettivo debba essere al centro, si cerchi sempre di fare prevalere l'interesse personale. Solo una sensazione non suffragata da elementi oggettivi ma è altrettanto vero che l'Italia è una delle poche nazioni fortemente legate a fenomeni di campanilismo e che si trova raramente unita sotto una causa comune che non sia la nazionale di calcio ai mondiali (sebbene anche in questo caso la battuta legata ai 58 milioni di allenatori in Italia non è detta a sproposito).

    Premesso che:

    • non so quanto venga fatto nelle altre nazioni (ho letto solo che in altri paesi quello che si è cercato di fare in Italia questa settimana avviene già da tempo);
    • i dati che oggi avrebbero dovuto essere disponibili online lo sono già ma in formato meno "fluido" (ognuno può andare nel proprio comune a domandare la dichiarazione del proprio vicino, collega, ...);
    • dopo poche ore dalla messa online sul sito dell'Agenzia delle Entrate, diversi file sono stati fatti circolare su aree P2P (non tutti ovviamente per ragioni di tempo e per via del fatto che è frutto di iniziative individuali);
    • mi genera un leggero fastidio mettere in pubblico informazioni che fino a ieri erano racchiuse in uno scatolone che poteva essere aperto da chiunque;
    • penso che soggetti malavitosi agiscano a prescindere dalla messa online delle informazioni relative alla dichiarazione dei redditi;
    • non credo che sia la dichiarazione dei redditi a rivelare grandi segreti rispetto a compensi e stipendi di colleghi o superiori

    mi schiero dalla parte di chi è favorevole alla messa online del reddito degli italiani.

    Ci sono controindicazioni a questa scelta? Certamente ce ne saranno. Sono però convinto che i vantaggi (soprattutto nel lungo termine) siano superiori agli svantaggi. La trasparenza in ambito informativo sono convinto ne beneficierà. Già questo a mio giudizio sarebbe più che sufficiente per motivare e giustificare la decisione presa (e ora rimessa in discussione).

    Banalmente, con alcuni dati raccolti in rete (trovati su alcuni servizi P2P) mi sono fatto alcune analisi come quelle che riporto sotto ("reddito per capita/età", "numerosità reddito per capita") che diversamente qualcuno mi avrebbe raccontato (via web o meno poco importa) oppure avrei trovato su qualche media come approfondimento di notizie del giorno. Lontano quindi da filtri o interpretazioni di chi vuole raccontarmi una verità piuttosto che un'altra (sappiamo ahimè che uno stesso numero può essere letto in tanti modi!).

    image   image

    Le poche riflessioni fatte sull'argomento mi portano a pensare che sia una questione di abitudine e che, con un cambio di cultura (che inevitabilmente la società in cui viviamo sarà costretta a fare per rimanere al passo con i tempi), vedremo tra un po' di tempo questo come un non problema.

    Certamente sono due temi non paragonabili ma mi sia consentito l'accostamento. Ormai di qualche anno fa la scelta di vietare il fumo nel locali pubblici (se non adeguatamente attrezzati). Levata di scudi di fumatori, commercianti, associazioni di categoria, ... notizia al centro di quotidiani e TG nazionali. Insomma, una mezza rivoluzione. Oggi? Nessuno ricorda più il problema. I commercianti non hanno visto chiudere le proprie attività per questa decisione e oggi, anzi, se domandiamo cosa ne pensano fumatori e non fumatori della decisione presa credo troveremo pochi ancora contrari e agguerriti. Addirittura, quando mi capita di essere all'estero con altri italiani (fumatori e non) dove è ancora ammesso fumare all'interno dei locali, elogiamo quanto fatto nel nostro paese in anticipo rispetto ad altri.

    Insomma, andiamo avanti. Il tempo passa e nulla è per sempre. Guardare troppo al passato (se non per certe tradizioni che vanno conservate in quanto tali) non è buon segno per qualsiasi società.

    My 5 cents ;-)

    Luca

    April 13

    Steve Ballmer in Italia

    image image Un veloce post per segnalare la presenza di Steve Ballmer in Italia prevista per il prossimo 23 aprile. Per quella data è infatti previsto un evento intitolato "The Next Web Now" durante il quale è programmato un intervento di Ballmer nella mattinata.

    Evento rivolto a diverse figure professionali ma che trovano nel Web strumento di lavoro comune. Nella presentazione dell'evento, questo è infatti il messaggio che si legge:

    "The Next Web Now è una conversazione aperta per decisori di business, professionisti della comunicazione, sviluppatori, Web designer, advertiser e media agency per guardare al Web di domani, un domani che è già realtà. "

    Diverse le aziende che interverranno nella mattinata e tra queste FIAT con Luca De Meo e Mediaset con Yves Confalonieri. Nel pomeriggio invece sessioni dedicate ad argomenti verticali che andranno da tematiche di sviluppo fino a presentazioni rivolte a figure creative. Interessante infine la track rivolta alle figure che si occupano di advertising (agenzie e aziende) con le seguenti presentazioni:

    • "The Future of Advertising Technology" che mostrerà quelli si prevedono essere gli scenari futuri in ambito pubblicitario mostrando come la tecnologia contribuirà ad abilitare tali cambiamenti. Altrettanto interessante per avere idea di come evolverà il ruolo degli attori attuali: editori, investitori pubblicitari e agenzie.
    • "Social e Media Networking" per avere qualche insight su come le aziende possano fare comunicazione facendo leva sulla forte esigenza di Social Networking espressa negli ultimi mesi dagli utenti Web.
    • "Engagement mapping: un nuovo approccio di valutazione del ROI della attività di marketing digitale." sarà una presentazione sul nuovo modello di misurazione dell'efficacia della comunicazione online presentato solo qualche settimana fa negli Stati Uniti da Atlas.

    Partecipazione e registrazione gratuita.

    Luca

    March 22

    Chi va e chi viene

    imageLeggo da LouisGray.com di un aggiornamento rilasciato da LinkedIn la scorsa notte e che introduce una nuova feature (Company Profile) che permette di avere informazioni aggregate sulle aziende registrate al servizio.

    Risultano quindi disponibili informazioni quali età media dei dipendenti (nell'ipotesi che il campione presente in LinkedIn sia rappresentativo della relativa forza lavoro), la tipologia di figure professionali, la percentuale di uomini e donne, ecc.

    In epoca di grande fermento all'interno del mercato hitech, le informazioni che certamente attirano maggiore attenzione e suscitano curiosità sono rappresentate dai flussi migratori delle persone che appartengono ai principali player del mercato IT/Web. Ottima la tabella riassuntiva trovata sempre su LouisGray.com e che riporto qui sotto. A prima vista pare di notare che Google e Microsoft la facciano dal padrone sia in verso che in un altro. L'unica azienda che al momento non vede turn over è Facebook. Non una grande sorpresa ;-)

    Luca

    March 07

    Bring the Love Back - Italians do it better

    Uno dei primi post fatti su questo blog riguardavano un filmato realizzato da Microsoft Digital Advertising Solution (concessionaria di pubblicità di Microsoft) che descriveva in maniera simpatica e divertente il rapporto che ormai si è venuto a creare tra consumer e advertiser.

    In occasione di un evento organizzato oggi a Roma, sempre da Microsoft Digital Advertising Solution, è stata mostrata una nuova versione del filmato. Contenuti in linea con quelli passati ma con un'intepretazione un po' differente. Vedere per credere ;-)

     

     

    Buona visione.

    Luca

    February 29

    What made Scoble cry

    Qualche giorno fa Scoble aveva fatto un post (Microsoft researchers make me cry) nel quale dichiarava di essere stato colpito da un prodotto che gli era stato mostrato durante una sua visita agli uffici di Microsoft Research:

    "While watching the demo I realized the way I look at the world was about to change. While listening to Wong I noticed a tear running down my face. It’s been a long while since Microsoft did something that had an emotional impact on me like that."

    Qui sotto il video che mostra quanto il prodotto sviluppato dai ricercatori Microsoft durante la loro presentazione al TED: WorldWide Telescope

    "Science educator Roy Gould and Microsoft's Curtis Wong give an astonishing sneak preview of Microsoft's new WorldWide Telescope -- a technology that combines feeds from satellites and telescopes all over the world and the heavens, and weaves them together holistically to build a comprehensive view of our universe. (Yes, it's the technology that made Robert Scoble cry.)"

    Video tutto sommato breve che non permette di apprezzare a pieno le potenzialità del prodotto che sarà comunque disponibile nel giro di qualche mese mediante download dal sito linkato sopra.

     

    Buona visione.

    Luca

    February 19

    Show me the money!

    j0422224Sono mesi ormai che si parla di Web 2.0 e di Social Networking. Tanti gli eventi, i dibattiti e gli interventi organizzati intorno a questi temi. Discussioni che trovo e ho trovato particolarmente interessanti ma che mancano purtroppo delle componenti business che fanno di tutti i progetti identificati come il futuro del Web, qualcosa di concreto e meritevole di un futuro di successo.

    Poche volte mi è capitato di leggere interventi di chi, parlando di questo fenomeno sociale in costante ascesa, affrontasse il tema a 360' mettendo in evidenza le difficoltà che tali servizi si trovano ad affrontare nel momento in cui devono far "tornare" i conti.

    Tutto perfetto quando si parla di relazione, partecipazione, condivisione, coda lunga, ... ma cosa succede quando si deve costruire un business model vincente e di lungo periodo?

    Ad oggi, la fonte primaria di revenue per la maggior parte dei servizi di Social Networking è la pubblicità. Nonostante il momento positivo che si è creato intorno al concetto di blog e comunità, poche ancora sono le aziende che hanno abbracciato soluzioni di comunicazione collegate a questi. Diverse le ragioni:

    • timore e paura di vedere inserito un messaggio pubblicitario all'interno di un contesto che utilizza toni negativi nei confronti dell'azienda che ha acquistato gli spazi stessi
    • forte propensione di aziende e agenzie a considerare una campagna di successo o meno a seconda del numero di lead generati (aka "click"). Sotto questa prospettiva, blog e siti di social networking in generale non offrono grandi performance -> sell through molto bassi e CPM altrettanto ben al di sotto della media

    Non ho ahimè molte cifre ma lo scenario ad oggi non è dei più rosei. Qui sotto alcuni articoli dai quali farsi un'idea:

    Se tutto questo è vero alcune domande e/o dubbi:

    • evolverà il modello adv attuale così da rendere efficace la comunicazione fatta con formati standard anche su siti di SN? Per esempio, il behavioural targeting o altre tecniche di targettizzazione porteranno a un miglioramento sostanziale dell'yield?
    • siamo ancora alla ricerca del modello di business vincente? E' l'adv la strada da percorrere oppure saranno altre le soluzioni che permetteranno di sostenere economicamente queste iniziative?
    • Se è la seconda delle due, c'è qualcuno che si sta avvicinando/inventando un nuovo modello?

    Luca

    February 03

    Madison Avenue

    Molto si è scritto e molto si è detto della proposta di acquisto di Yahoo da parte di Microsoft. In poco meno di due giorni chiunque ha voluto dire la propria sulla vicenda sebbene, come sempre, pochi avessero competenza e conoscenza del tema. Rimango sempre più sorpreso dalla necessità che alcune persone hanno nel dover per forza dire la loro su un tema piuttosto che su un altro, senza avere la benchè minima conoscenza dell'argomento in questione.

    A parte questo piccolo sfogo ;-) trovo che la notizia abbia stimolato alcune discussioni che difficilmente avrebbero potuto emergere senza questa discontinuità. Un tema che va in tale direzione è quello che ho trattato nel post precedente a proposito di Online Adv: Keyword o Display.

    Un altro argomento invece che ho visto emergere e che difficilmente avrebbe occupato spazi su quotidiani e media di massa, riguarda la concorrenza che caratterizza il mercato del keyword advertising. Ho toccato questo tema su Motori di Ricerca in Italia qualche mese fa per quanto riguarda il mercato italiano. Lo scenario descritto in quel post si può applicare indistintamente in buona parte delle nazioni Europee mentre nel resto del mondo, nonostante numeri meno marcati a favore della grande G, il dominio rimane pressochè invariato.

    Questi numeri, spesso sbandierati (a ragione) come esempio dell'ascesa di Google nel mondo online e della pervasività dello stesso nella vita di tutte le persone, non sono mai stati ripresi per domandare, a chi operante nel mondo dell'adv online, cosa pensasse della posizione di Google. Vivo da un po' in questo ambiente per conoscere la risposta, ma vorrei aiutare alla comprensione del problema segnalando quello che sta emergendo da diverse fonti.

    Cito a tal proposito un articolo di Arturo Zampaglione pubblicato oggi su La Repubblica dal quale riporto l'estratto che fa riferimento alle reazioni del mondo pubblicitario alla notizia Microsoft - Yahoo:

    image 
    image

    Avere un unico interlocutore che gestisce buona parte dell'offerta pubblicitaria della componente keyword (che, a seconda delle nazioni, rappresenta circa il 50% degli investimenti pubblicitari online) non è certamente una condizione apprezzata da chi si deve occupare di buying per terze parti (clienti/advertisers).

    Nell'articolo di Zampaglione viene citata una voce (Mark Read, WPP) alla quale però fanno eco molte altre. Prendendo spunto da un post di Silicon Alley Insider, troviamo i seguenti quote di alcuni rappresentanti di agenzie pubblicitarie:

    [...]

    • "I think what we lose in being able to negotiate with both of them we'll gain with new opportunities. The biggest opportunity would be to leverage Yahoo's behavioral targeting across Microsoft's relationships with Facebook, XBox and Massive, which has the ability to dynamically insert ads in console games."--Andrea Kerr Redniss, SVP, Optimedia US.
    • "This certainly becomes the single largest display advertising reach play on the web, and will further cement Yahoo/MSN on brand media planners everywhere. I’d assume the Yahoo brand would lead, because here in the US, the average person probably doesn’t ‘choose’ MSN — they default to it. Their combined video inventory will be the greatest pre-roll pool on the web. The biggest impact would potentially be the combined behavioral and demographic targeted across both properties (even if they weren’t combined)."--Ian Schafer, CEO, Deep Focus.
    • "There is still is some confusion even at Yahoo in terms of who you go to to buy media, which technology you are using--Right Media or Lithium. The integration of search advertising and display advertising hasn't happened at Yahoo yet. Our sense is Yahoo is better at selling display advertising; Microsoft has the better technologies but it doesn't have any market share."--Will Margiloff, CEO, Innovation
    • "The Yahoo-Microsoft combination is as strong as Google-DoubleClick on the display [ad] side. For an advertiser, it brings a commonality of metrics, which is a great thing. They will be able to do different things well. Google is best with keyword liquidity; Microsoft is stronger on the display side. They have different users and different demos, and their online platforms do different things."--David Kidder, CEO, Clickable

    [...]

    Insomma, al di là delle battaglie di religione credo sia evidente che, in un caso come questo, la concentrazione serva a stimolare maggiore concorrenza in un mercato che oggi risulta dominato da un solo player.

    Luca

    UPDATE: anche Madison Avenue in Italia pare abbia preso positivamente la notizia. Suggerisco lettura di questo post di Layla Pavone.

     

    February 02

    Online Adv: Keyword o Display

    Lungi da me riuscire a fornire una semplice interpretazione della mossa fatta da Microsoft ieri. Certo è che molti dei commenti si sono concentrati sui dati attuali e sulle cifre che caratterizzano i business dei tre principali player.

    E' utile tuttavia, mettere insieme alcuni pezzettini che forse permettono di fornire un'ulteriore chiave di lettura alla notizia di ieri.

    Innanzitutto è bene ricordare come tutti coloro che operano nel mondo dell'online adv concordino nell'affermare che lo split tra display adv e keyword adv andrà sempre di più negli anni a favorire il secondo. Non sto a riportare ricerche o stime, basta guarda quello che è sta avvenendo in nazioni più avanzate della nostra quale US, UK o JP.

    Questa visione sul futuro è molto legata ovviamente a quanto visto fin qui visto che le attività di Search sempre più pervasive e frequenti da parte di utenti, siano essi utenti avanzati che alle prime armi. Tuttavia, leggendo un'intervista fatta a Brian McAndrews e apparsa in questi giorni su Seattle Times, emerge un'altra visione su quello che è il futuro dell'online adv:

    image "While search has been the main driver of the blistering growth of online advertising in the past, at least partially because of the 'last ad clicked' performance measurement standard (pioneered by Atlas in the late 90s), we do not believe this will necessarily be the case in the coming years. The current system for tracking ad conversions, while the best available for years, is not optimal because it gives all credit to that last ad seen or clicked -- often a search engine -- and not any credit to other ad units the consumer may have seen prior that helped influence the user to seek more information about the advertiser. Thus, Search has gotten more than its share of the credit, but that's starting to change. We'll be making significant inroads here in 2008 through our continuing ground-breaking work in the area of 'conversion attribution,' a new Atlas technology offering that will do a better job of 'giving credit where credit is due.'

    "That said, we're not discounting the importance of Search as it continues to drive a lion's share of digital advertising budgets. Our goal is to help advertisers and agencies make their Search campaigns as relevant, targeted and highly converting as possible. We've made great strides toward this end, and will continue to make deep investments in both our Live Search engine and Microsoft adCenter to improve the value of our Search offerings for customers."

    Questa intervista mi ha colpito particolarmente perchè ha fatto il paio con quanto letto qualche giorno fa nel report di Henry Blodget a proposito dei dati trimestrali di Google.

    [...]

    image HOWEVER: Probably to address concerns about search product cycle slowdown, Eric now talking explicitly about entering the display ad business and about the large opportunities for YouTube. Flicking the display switch (via DoubleClick) could result in billions of incremental revenue almost overnight. YouTube ramp will take longer.

    [...]

    In altre parole, il tanto bistrattato Display Adv sembrerebbe avere sorti un po' differenti da quelle ipotizzate fin qui. Sotto questa prospettiva, Microsoft e Yahoo godono oggi di una posizione di vantaggio rispetto al terzo. Scenario questo che inevitabilmente muterà nel tempo man mano che nuovi media cominceranno a prendere piedi (vedi Mobile) e man mano che le fusioni effettuate nei mesi passate saranno attive.

    Luca

    La notizia del giorno

    Sebbene la notizia sia di meno di 24 ore fa, sono già stati scritti molti commenti. Evito quindi di aggiungere altro ma riporto qui di seguito un veloce confronto tra i tre big player in termini numerici.

    Dati Finanziari

    image

    Confronto sul mondo Web Search US

    image

    Informazioni forse utili a chi poco conosce questo mondo e necessita di informazioni numeriche/oggettive.

    Luca

    Technorati Tags: ,,

    January 29

    Microsoft & Wall Street Journal

    E' notizia di oggi dell'accordo tra Microsoft e Wall Street Journal Digital Network. Microsoft ha ricevuto l'incarico di servire "contextual and paid search" all'interno del network WSJ. Maggiori dettagli nel CS che riporto qui sotto.

    "The Wall Street Journal Digital Network today announced an agreement in which Microsoft Corp. becomes the exclusive third-party provider of contextual and paid search advertising for its network of sites, including The Wall Street Journal Online, Barrons.com, MarketWatch.com, AllThingsD.com and others.

    “Relevant and targeted digital advertising is important to our business and to the quality of the experience that we deliver to our users,” said Gordon McLeod, president of The Wall Street Journal Digital Network. “Microsoft’s state-of-the-art advertising platform will enable us to dramatically improve our revenues from this key sector, and we look forward to working together.”

    “This deal is a significant win for Microsoft for two key reasons. First, it makes the extended Microsoft advertising network the premier destination for advertisers interested in reaching financially minded users, as it complements our offering in this vertical through MSN Money and other syndication partners,” said Brian McAndrews, senior vice president, Advertiser and Publisher Solutions at Microsoft. “Second, this deal is a strong indicator that we’re gaining significant traction with our advertising platform. The Wall Street Journal Digital Network is one of the largest financial services publishers in a very dynamic vertical segment, and we’re delighted to add it to our portfolio.”

    The addition of these sites brings an additional 20 million unique visitors per month to the extended Microsoft network, enabling advertisers to reach out to an increasingly deep and attractive audience in the financial services vertical. The Wall Street Journal Digital Network is expected to begin providing Microsoft contextual advertising in February."

    Luca